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Marzo 2021, Anno XIII, n. 3

Leoluca Orlando

Il Sindaco Multiculturale

"Ho vissuto molte esperienze politiche ma non ho vissuto e non vivrò mai un impegno politico più affascinante e più logorante dell’impegno da Sindaco."

Telos: Ogni volta che si parla dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, viene utilizzata l’espressione, suggestiva, di Sindaco d’Italia. Ma allora è vero che un Sindaco ha, nell’amministrare la propria città, più potere di quanto non ne abbia oggi il Presidente del Consiglio?

Leoluca Orlando: Un Sindaco eletto direttamente dai cittadini ha una possibilità politica: considerare la città che amministra il proprio partito...così facendo viene colto con animo positivo da quanti non lo hanno votato e sovente con animo negativo dai dirigenti tradizionali di partito che praticano la soffocante appartenenza a gruppi chiusi. Un Sindaco eletto direttamente dai cittadini ha una possibilità costruttrice: svolgere una funzione educativa e creare un clima positivo o negativo...ma per far ciò ha bisogno di avere una visione...positiva o negativa che sia.
Un Sindaco eletto direttamente dai cittadini ha inoltre una poderosa possibilità: essere più libero di un Presidente del Consiglio non avendo esercito e non battendo moneta.

La crisi del sistema dei partiti è stata molto probabilmente l’origine del diffuso sentimento anti-politico. Eppure questo distacco tra cittadini e la politica è molto meno forte quando si parla del Sindaco. Riscontra ancora passione politica tra i Suoi cittadini?

Se vogliamo che i cittadini abbiano passione per la politica occorre che la politica non sia un’altra cosa. Se si pensa (da parte dei cittadini e da parte dei politici) che la morale è una cosa ma la politica è un’altra cosa, che la scienza è una cosa ma la politica è un’altra cosa, che lo sport o l’arte è una cosa ma la politica è un’altra cosa, che la vita è una cosa ma la politica è un’altra cosa...
Allora quando la politica è un’altra cosa ecco che si ha la cattiva politica, e i cittadini pensano che i politici sono marziani, che non meritano fiducia, che non sono persone normali con pregi e difetti di tutte le persone normali.
Ho vissuto molte esperienze politiche ma non ho vissuto e non vivrò mai un impegno politico più affascinante e più logorante dell’impegno da Sindaco.

L’elemento di spicco nella Sua storia politica è senza dubbio quello di aver ricoperto il ruolo di Sindaco di Palermo per ben sei mandati. Come è cambiata la città da quel lontano 1985 quando fu messo a capo della Giunta esacolore?

Posso forse dire che quel periodo della mia prima amministrazione, nel corso della quale molte delle mie scelte furono giudicate controverse, è ancora oggi ricordato come la primavera di Palermo. Primavera palermitana proprio perché caratterizzata dal fiorire di iniziative politiche, sociali e culturali, e dalla nascita di associazioni e comitati cittadini, impegnati a costruire una cultura della legalità in contrasto con quella mafiosa. Eppure quella lunga primavera si concluse con le mie dimissioni nel 1990: ho peccato di troppa ambizione nel cercare di cambiare le cose senza spaccare l'unità della Dc palermitana? Forse. Ma non mi sono mai dato per vinto. La città è cambiata in questi quarant'anni, nella testa e negli stili di vita dei palermitani. Era la capitale della mafia ancora negli Anni Ottanta; ma nel 2018 è diventata Capitale italiana della Cultura, sede di Manifesta 12, tra le prime cinque città turistiche d'Italia. È stata inserita nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO per la sua storia arabo-normanna, è un riferimento internazionale per la sua cultura dell’accoglienza. Non le sembra già abbastanza?

Il Suo ultimo mandato è iniziato nel giugno 2017, e quindi a distanza di quasi quattro anni può certamente fare un bilancio realistico del Suo lavoro. Del Suo programma elettorale cosa si è realizzato e cosa è rimasto ancora da portare a termine?

Un obiettivo raggiunto che mi sta particolarmente a cuore è quello, già accennato prima, di avere riportato la cultura a Palermo. Che proprio una città situata all’estremo Sud d'Europa, una città - scampata a una storia recente di mafia, violenza e sopraffazione - si sia proposta come baluardo culturale dei valori fondanti dell'Europa, è stata una vera e propria provocazione. Posta al centro del Mediterraneo, la ‘mia’ Città si colloca a Sud del continente europeo e al contempo sulla linea che sfiora a Nord quello africano e a Nord-Ovest l’area medio-orientale. Certamente Palermo non è Berlino e nemmeno Parigi. Palermo è una città mediterranea, di più: è una città mediorientale in Europa. Palermo per certi versi pare Tripoli o Beirut. Beirut, sì, ma con i tram che funzionano e una cablatura che è, insieme a quella di Milano, la migliore d’Italia. Palermo oggi accoglie tutti e fa del rispetto dei diritti della persona il proprio orizzonte. Città di gente che ha conosciuto dolorose migrazioni verso il Nord e verso altri continenti, per lungo tempo ha rifiutato i migranti in arrivo, ha mortificato e cacciato i diversi.
Posso quindi dire ‘Missione compiuta’. Se muoio questa notte muoio soddisfatto. Ho contribuito al cambio culturale della mia città. Missione compiuta ma non completata. A completarla superando mie lacune ed incertezze dovrà essere chi, avendo la mia stessa visione, verrà dopo di me. Chi verrà dopo di me potrà però anche mortificare la mia visione: è la forza ed il limite della democrazia...e per fortuna siamo in democrazia.

Marco Sonsini

Editoriale

Lo abbiamo incalzato, perseguitato, quasi ‘stalkerato’, da veri e propri bulldog, ed infine ha ceduto. L’ospite di questo mese di PRIMOPIANOSCALAc è Leoluca Orlando, storico Sindaco di Palermo, che ci fa riaprire la serie, sempre attuale, delle #IntervisteConISindaci.
Ha guidato la città da Palazzo delle Aquile per ben sei volte, e ne è diventato un inquilino scomodo, provocatorio, ma mai banale. La lotta per una Palermo città dalle mille culture è una delle sue bandiere, che già è evidente nel Genio di Palermo, nume tutelare della città. Attraversato l'atrio d'ingresso e il portico che in esso si affaccia, appare al visitatore lo scalone d'onore di Palazzo delle Aquile, dove nel primo pianerottolo che conduce al piano nobile si trova la statua del ‘Genio’, detto "U nicu" o "Panormus", accompagnato dalla celebre iscrizione ‘Panormus Conca aurea suos devorat alienos nutrit – Palermo Conca d’oro divora i suoi e nutre gli stranieri’ a magnificare l’ospitalità ed il senso d’accoglienza della città verso gli stranieri. Quando accoglie i suoi visitatori, prima di iniziare qualsiasi riunione, il Sindaco si sofferma sempre nella magnifica anticamera dove è ancora in mostra, dal 2018, un Corano scritto in foglia d'oro, di grandissime dimensioni, prestito speciale, arrivato in occasione della presentazione in anteprima mondiale, del progetto di ricostruzione -sostenuto dall'Aga Khan Trust for Culture- dei monumenti distrutti nel 2013 durante il conflitto ad Aleppo, in Siria.
Quella di Orlando è una vicenda politica che ne ha fatto un monumento vivente e non solo in Sicilia: a partire dal giuramento scambiato con Sergio Mattarella sul cadavere del fratello Piersanti, del quale Orlando era consigliere giuridico, dopo l’esecuzione mafiosa avvenuta il 6 gennaio 1980 in pieno centro a Palermo. Orlando è infatti un giurista, ha studiato all’Università di Palermo e poi ad Heidelberg, dove si è avvicinato al pensiero di figure come quella di Martin Heidegger e Hans-Georg Gadamer, al quale nel 2000 ha conferito la cittadinanza onoraria di Palermo. Nella sua vita pubblica ha intessuto importanti relazioni internazionali, parla e scrive libri anche in inglese e tedesco, tant’è che i sui concittadini lo chiamano il professore. Ma nulla sarebbe stato possibile senza il suo innato istinto politico.
Indimenticate le sue dimissioni nel 1990, ultimo anno di quel periodo straordinario chiamato la primavera palermitana. La lunga primavera finita nel caldo di un agosto di veleni: con i sì di Palazzo delle Aquile alle sue dimissioni, con gli applausi dei suoi fan… Palermo allora voltò bruscamente pagina, e consegnò ad un Signor Nessuno, funzionario al tribunale di Caltanissetta, l'eredità pesante del Sindaco più scomodo d'Italia. Ma solo per poco.
Oggi Orlando sostiene che Palermo è una delle città meglio cablate nel Mediterraneo (tecnologia) e al tempo stesso una città umana nella quale “(…) non ci sono ‘migranti’. Chi vive qui è palermitano, appartiene a un’unica razza: quella umana.” Un passaggio chiave in questo percorso è stata l’approvazione, nel 2015, della Carta di Palermo incentrata sul principio del diritto alla mobilità internazionale.
E poi il trionfo della cultura mediterranea, simbolo di multiculturalità, di convivenza, di ricchezza estetica, di bellezza quindi. Orlando ci dice ‘Un obiettivo raggiunto che mi sta particolarmente a cuore è quello, già accennato prima, di avere riportato la cultura a Palermo. (…) Se muoio questa notte muoio soddisfatto. Ho contribuito al cambio culturale della mia città’. Hai detto niente!
Anche a marzo ritroviamo, come copertina di PRIMOPIANOSCALAc, una pagina bianca strappata dalla quale si intravede uno stralcio dell'intervista in italiano e inglese, con un insetto che guarda verso il testo. Per Orlando che è stato definito ‘il Sindaco della bellezza, quella vera, a volte imperfetta, ma che produce amore civico e passione’ abbiamo scelto una magnifica farfalla siciliana: la Parnassius Apollo Sicilae, o farfalla delle Madonie è stata descritta e catalogata per la prima volta nel 1891 dall’entomologo francese Charles Oberthür. Una farfalla diurna che popola i prati di montagna prediligendo alte quote superiori ai 1000 metri, ma diffusa anche tra i 400m e i 2000m. Si può riconoscere dalle due macchie rosse bordate di nero che spiccano sulle splendide ali bianche picchiettate di nero.

Mariella Palazzolo

Leoluca Orlando

Leoluca Orlando è il Sindaco di Palermo dal 2012, rieletto nel 2017 con una coalizione di liste civiche di centro-sinistra. È il suo sesto mandato non consecutivo da Sindaco: la prima volta nel 1985, quando fu a capo della “Giunta esacolore” formata, oltre che dalla Democrazia Cristiana, il partito del quale Orlando faceva parte, anche da Sinistra indipendente, Verdi, Socialdemocratici, dai cattolici di «Città per l'Uomo» e dal Partito Comunista Italiano.
Nel 1991 lascia la DC e fonda “La Rete”, un movimento politico trasversale composto dai rappresentanti di diversi partiti dell’area di centro-sinistra e nello stesso anno viene eletto all’Assemblea Regionale Siciliana. Si dimette l’anno successivo per candidarsi alle elezioni politiche e viene eletto Deputato. Nel 1993 vince le elezioni comunali a Palermo, dove torna da Sindaco di questa città, rieletto anche nel 1997.
Nel frattempo, dal 1994 al 1999, è Europarlamentare.
Nel 2000 si dimette da Sindaco per candidarsi, da candidato del centro-sinistra, a Presidente della Regione Siciliana.
Nel 2002 “La Rete” confluisce nel partito de “La Margherita”, ma Orlando nel 2005 aderisce a “L’Italia dei Valori”, del quale è portavoce.
Nel 2008, in occasione delle elezioni politiche, è eletto Deputato IdV, e dal 2008 al 2012 è Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali.
Nel maggio 2012 Orlando viene rieletto, per la quarta volta, Sindaco di Palermo e nel 2016, con l'approvazione della disciplina sulle Città metropolitane, assume anche la carica di Sindaco metropolitano.
A settembre del 2016 è stato fra i fondatori del "Global Parliament of Mayors", organizzazione non governativa con sede in Olanda, di cui fanno parte oltre 50 città di tutto il Mondo. Nel 2018, Orlando entra a far parte del Partito Democratico.
È Professore di Diritto pubblico regionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo.
Ha studiato e vissuto per alcuni anni ad Heidelberg, in Germania, ed è stato insignito nel 1999 del 'Goethe-Medaille' per l'importante contributo alla diffusione e alla promozione della cultura tedesca, siciliana e italiana.
Appassionato di football americano, e dal 2002 è Presidente della Federazione Italiana di American Football. Orlando, 74 anni, è sposato con Milly ed ha due figlie.

Marco Sonsini