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Settembre 2022, Anno XIV, n. 9

Marco Bucci

Il Sindaco Commissario

Fare il Sindaco ed il Commissario significa dover fare sintesi tra due ruoli che vanno di pari passo, e che spesso chiamano in causa esigenze quasi contrapposte. Ad esempio: da Commissario l’obiettivo era fare presto a demolire il ponte, da Sindaco tutelare la salute dei cittadini. Per come lo intendo io, fare il Sindaco consiste nel darsi degli obiettivi per la mia città, e tempi ragionevoli per raggiungerli.

Telos: Ogni volta che si parla dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio, viene utilizzata l’espressione, suggestiva, di Sindaco d’Italia. Ma allora è vero che un Sindaco ha, nell’amministrare la propria città, più potere di quanto non ne abbia oggi il Presidente del Consiglio?

Marco Bucci: Il Sindaco non ha più potere del Presidente del Consiglio, magari! Sicuramente ha una maggiore conoscenza del territorio e un rapporto diretto con la città e i suoi cittadini. L’Amministrazione deve essere vista come un facilitatore e non come un corpo estraneo alla Città. Così ci siamo comportati a Genova. Nel mio ruolo di Sindaco vado spesso a Roma, ancora con più frequenza dopo la mia nomina a Commissario, che è stata prorogata nel settembre 2021 di ancora un anno. Ho capito quanto sia importante per il bene di Genova avere un rapporto costruttivo con il Governo. Quello che abbiamo fatto e stiamo facendo a Genova ha un’importanza di carattere non solo nazionale ma europeo, siamo di fronte a un allineamento di obiettivi, forse quello che si fa a Genova va bene per la Liguria, per l’Italia, per il Governo e per tutti. Fare il Sindaco ed il Commissario significa dover fare sintesi tra due ruoli che vanno di pari passo, e che spesso chiamano in causa esigenze quasi contrapposte. Ad esempio: da Commissario l’obiettivo era fare presto a demolire il ponte, da Sindaco tutelare la salute dei cittadini. Per come lo intendo io, fare il Sindaco consiste nel darsi degli obiettivi per la mia città, e tempi ragionevoli per raggiungerli.

Pochi mesi sono passati dalla sua rielezione a Sindaco. Non dobbiamo però dimenticare il primo mandato, quello iniziato a giugno del 2017. Un’elezione combattuta e storica per la città: primo sindaco di centro-destra di Genova dall'introduzione dell'elezione diretta del sindaco e il primo a guidare una giunta non di sinistra dal 1975. Quali sono stati i punti caratterizzanti, di centro-destra, del suo programma e quali tra questi è riuscito a realizzare?

Abbiamo cambiato il mood della città. Dopo anni di amministrazioni che hanno dichiarato come obiettivo la gestione della decrescita di Genova, i genovesi, nel giugno 2017, hanno deciso di cambiare e di sposare una visione di città che ha come principale obiettivo quello di creare nuovi posti di lavoro, aumentare il numero di residenti nel nostro Comune e realizzare progetti che possano rendere Genova tra le città più competitive d'Europa. Siamo riusciti ad avviare il progetto del Waterfront di Levante firmato da Renzo Piano: cambierà il volto di Genova e i genovesi potranno, finalmente, godere di una nuova finestra sul mare. Speriamo che possa essere consegnato alla città nel 2023. Abbiamo sviluppato azioni di marketing territoriale che nel breve periodo ci hanno già portato ad incrementare il numero di visitatori in città. Nel medio e lungo periodo porteranno ad avere in città nuovi insediamenti produttivi. Abbiamo dato risposte di grande efficienza nella gestione dell’emergenza dopo il crollo del Ponte Morandi. Stiamo seminando tanto e tra un po' di tempo potremo celebrare Genova come prima città del Mediterraneo. Siamo partiti individuando i filoni su cui la città è più forte. Come tutte le imprese di successo, bisogna investire proprio lì, valorizzando le nostre competenze centrali. Sono tre: porto e logistica, e sottolineo l'insieme; turismo e turismo culturale, e industria ad alta tecnologia. E su queste basi abbiamo immediatamente ripreso il nostro lavoro in questo secondo mandato. Non sarà facile, perché ogni filone ha un suo percorso, ma è dal lavoro che stiamo facendo su questi tre filoni che arriveremo a risultati importanti, come ad esempio creare 30mila nuovi posti di lavoro ma i genovesi hanno già toccato con mano i primi risultati, e non posso nascondere la soddisfazione di essere stato rieletto al primo turno. Sono contento di potere andare avanti altri cinque anni per costruire la città internazionale di cui tutti i genovesi non solo hanno bisogno, ma che vogliono, la nostra visione è condivisa dalla città di Genova.

La crisi del sistema dei partiti è stata molto probabilmente l’origine del diffuso sentimento anti-politico. Eppure questo distacco tra cittadini e la politica è molto meno forte quando si parla del sindaco. Riscontra ancora passione politica tra i suoi cittadini?

Il Sindaco deve amministrare, io non faccio politica. Tra i miei cittadini vedo soddisfazione per ciò che stiamo portando avanti. Quando cammino tra le vie della città molti genovesi mi fermano e ringraziano, ma la cosa più importante è che si sentono parte integrante di questo cambiamento. A Genova, grazie anche alla sinergia con il Presidente Giovanni Toti, abbiamo dimostrato che le cose si possono fare e in tempi stretti. La tragedia del Ponte Morandi e la mareggiata dell’autunno 2019 ci hanno messo davanti a situazioni di emergenza assoluta, arginate con idee chiare e concretezza. In questo periodo siamo riusciti a creare il giusto feeling con i genovesi e stiamo remando tutti insieme per far tornare Genova la “Superba”. Il 14 agosto 2018 una tragedia ha colpito la città. La tragedia è qualcosa di negativo ma noi abbiamo deciso di coglierla come un'opportunità per fare sì che Genova potesse uscire da questa fase migliore di prima, con più infrastrutture, più servizi e con una visibilità internazionale che mostri che qui le cose si possono fare, bene e nei tempi giusti. È importante stabilire sempre un traguardo. Uno degli errori della Pubblica Amministrazione, anche a livello nazionale, è che non si dice mai quando si faranno le cose. Il tempo è una variabile importante, insieme a qualità e costo. Se metti a posto queste tre variabili hai il 99% di possibilità di portare a buon fine il progetto.

Quali sono i prossimi problemi da affrontare e da risolvere a Genova?

La nuova diga di Genova è quello che mi trascino ancora dal primo mandato. Un mio cruccio, ma non dispero. Si tratta di uno dei principali temi al centro dell'opinione pubblica, anche a causa del bando andato deserto. Non è uno stop ma è un ostacolo. Dobbiamo superare l'ostacolo ma la corsa deve continuare. È importante non solo per la città, ma c'è anche un discorso geografico: Genova si allarga sul mare. Sono dispiaciuto che in città ci sia qualcuno che rema contro ma, come si dice in gergo, alla fine finisce con un remo in testa. Chi rema contro non si merita di essere cittadino di Genova. Noi continueremo a difendere gli interessi della città. Per quanto riguarda il porto, si deve proseguire con tutti i progetti in parallelo. Mentre si lavora sulla diga si devono portare avanti gli altri lavori. Le cose si possono fare come abbiamo fatto con il ponte. Voglio portare a termine tutto il possibile, anche perchè non intendo ricandidarmi per un terzo mandato. Nel 2027 avrò quasi 68 anni, basta! Facciamo lavorare i giovani. Bisogna togliere questi tappi, poi uno può sempre essere pronto a rispondere al telefono per dare un consiglio. A 50 anni hai le energie necessarie ad affrontare questo impegno, a 68 non più. Inoltre non si fa mai un lavoro per troppo tempo. Le cose vanno cambiate, il cambiamento crea grandi occasioni e opportunità di crescita.

Marco Sonsini

Editoriale

Commissario in che senso? Nel senso di Montalbano? No! O forse un pizzico pure. Per Marco Bucci, Sindaco di Genova e ospite del numero di settembre di PRIMOPIANOSCALAc, essere nominato “Commissario Straordinario per la Ricostruzione del Viadotto Polcevera”, ha comportato e comporta un ruolo di incessante controllo della legalità. Nella nostra intervista, il ponte Morandi è stato, necessariamente, protagonista. Il Sindaco Commissario, come lo abbiamo voluto chiamare, evidenzia, con poche parole, il costante conflitto di interessi che ha dovuto affrontare nello svolgere i due ruoli: “da Commissario l’obiettivo era fare presto, nel rispetto assoluto di tutte le regole, a demolire il ponte, da Sindaco tutelare la salute dei cittadini.” Bucci ha iniziato da pochi mesi il suo secondo mandato, rieletto nel giugno scorso. Non dimentichiamo che è stato il primo sindaco di centro-destra di Genova dall'introduzione dell'elezione diretta del sindaco e il primo a guidare una giunta non legata al centro-sinistra dal 1975. Oggi quindi gode della possibilità di dare continuità alle cose fatte nei primi cinque anni, e soprattutto di portare avanti quelle che non sono giunte a compimento. Genova non è una città semplice- in realtà quale città lo è?- e questa conferma, mai scontata, é senza alcuna retorica frutto del suo lavoro ed impegno tangibile dei primi 5 anni. La lista delle cose fatte è lunga, di quelle iniziate lo è altrettanto, e di quelle da fare non è da meno. Bucci si sofferma su due opere in particolare: il Waterfront di Levante e la Diga foranea.
Il primo è un progetto di una bellezza assoluta, un gioiello sospeso nel blu, con la firma del solito Renzo Piano. Lo stesso architetto lo ha definito ‘un’utopia realizzabile’. Un'idea di Genova città verde, con l’aria pulita, molto più pulita di altre città italiane. Creare un luogo che non è come il porto antico, perché qui ci si abiterà, con un mix funzionale e attività legate alla nautica. “Il linguaggio che deve essere poetico, i volumi quasi volano sul terreno perché cresce il senso di trasparenza. A cominciare dai materiali. Il metallo. I tessili che vibrano e si muovono col vento. Saranno edifici che catturano l’energia solare, a basso consumo energetico. Insomma un’architettura d’acqua e dietro il grande muro di Genova che regge corso Aurelio Saffi, il limite della Genova di pietra, continua con una Genova più leggera e marina”, dice Piano.
La seconda è un pizzico più problematica. L’ultimo problema si è verificato a giugno: il bando per la Fase A del progetto scadeva il 30, ed è andato deserto perché la base d’asta venne ritenuta troppo bassa dalle imprese interessate. Determinati costi sulla costruzione dell’opera sono stati giudicati non definiti a sufficienza e il bando non teneva conto dell’aumento dei prezzi delle materie prime. In questi giorni sembra che questa situazione si sia sbloccata e che ben due cordate abbiano presentato le loro proposte tecniche. Speriamo sia la volta buona.
Impegnatissimo nel suo lavoro quindi il nostro Sindaco, ma già pronto a tirarsi indietro. Il ruolo di tappo proprio non gli garba. Quando lo punzecchiamo su un possibile terzo mandato, ci risponde:"Nel 2027 avrò quasi 68 anni, basta! Facciamo lavorare i giovani. Bisogna togliere questi tappi, poi uno può sempre essere pronto a rispondere al telefono per dare un consiglio".
Cosa abbiamo pensato per la copertina del numero PRIMOPIANOSCALAc con protagonista Marco Bucci? Scavando nella sua storia e attingendo alle informazioni che ha voluto condividere con noi, la scelta è caduta ovviamente su alcuni simboli di Genova, sua città natale, ma speriamo in maniera non scontata: il profilo di alcuni edifici della città e i delfini a rappresentare l’Acquario.
Come non fare riferimento alla storica pasticceria della famiglia della moglie, e alla sua passione per il mare e la vela; al suo passato di boy scout e al suo presente di alpinista ed escursionista?
Il suo libro preferito poi, “Everest: Expedition to the Ultimate” di Messner fa da sfondo alla figura dello sciatore, altro sport che ama praticare.
Anche questa mantiene il consueto sapore pop e onirico: ritrae il volto dell’intervistato che porta, a mo’ di copricapo, alcuni elementi distintivi del suo lavoro, ruolo, vita… mescolati con la tecnica del collage, e come nel collage, le figure sono giustapposte le une alle altre, senza elaborazioni. Come i genovesi: pochi fronzoli e tanta sostanza.

Mariella Palazzolo

Marco Bucci

Marco Bucci è il Sindaco di Genova e della sua Città metropolitana. Eletto per la prima volta nel 2017 con una coalizione di centro-destra, è stato confermato nel suo ruolo lo scorso giugno, al primo turno con il 55,49% delle preferenze.
Durante il suo primo mandato, ad ottobre 2018, è stato inoltre nominato dal Governo Commissario straordinario per la ricostruzione del Ponte Morandi.
Laureato in Farmacia e in Chimica e Tecnologia Farmaceutica presso l’Università degli Studi di Genova, e specializzato presso le Università del Michigan e del Minnesota, da metà degli anni ’80 è stato manager di alcune importanti multinazionali nel settore chimico e biomedicale in Europa e negli USA (3M, Kodak, SGS etc.). Dal 2015 fino al 2017 è stato Amministratore Unico di Liguria Digitale, azienda pubblica regionale dedicata alla digitalizzazione della Regione Liguria. Da ragazzo è stato un boy scout, con l’incarico di educatore dal 1980 al 1986.
Ha svolto il Servizio militare come Ufficiale di complemento (Guardia Costiera CP) nella Marina. Grande sportivo di montagna- escursionista e sciatore- e di mare: appassionato di vela, è l’orgoglioso armatore di un Dufour 44 Performance.
È nato a Genova e ha 63 anni. Sposato con Laura che, nonostante i trascorsi americani, non apprezza di essere chiamata first lady, e propone, in alternativa e con riluttanza, quello, in zeneise di 'primmascignoa'. La coppia ha due figli, Matteo di 31 anni e Francesca di 29.

Marco Sonsini