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Luglio 2019, Anno XI, n. 7

Clover Moore

Cambiamento Climatico. La Sindaca di Sydney è pronta alla battaglia

"La sfida fondamentale per la Città di Sydney è convincere lo Stato del Nuovo Galles del Sud e il Governo australiano ad agire sul fronte del cambiamento climatico. L’Australia sarà fra i paesi che patiranno maggiormente gli effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento globale nei prossimi decenni. (…) Nel frattempo, da 12 anni conduciamo con determinazione una lotta per combattere il fenomeno e i risultati sono straordinari."

Telos: Ogni volta che si parla dell’elezione diretta del Primo Ministro, si usa l’espressione molto evocativa "Sindaco d’Italia". È d’accordo nell’affermare che nell’amministrazione della propria città, oggi, un Sindaco ha poteri più ampi del Primo Ministro?

Clover Moore: Dei tre livelli di governo in Australia, l’amministrazione locale è il livello che lavora più a stretto contatto con la comunità. Da Sindaco della città più cosmopolita dell’Australia da quindici anni, sono orgogliosa di aver guidato lo sviluppo e l’implementazione del nostro piano di fama mondiale, Sustainable Sydney 2030. Abbiamo lavorato fianco a fianco con i cittadini e le imprese del nostro territorio, e siamo stati fautori di politiche concrete e progressiste fondate sul principio di rappresentanza della comunità e abbiamo dimostrato cosa significa veramente essere un governo aperto e responsabile.
I leader delle amministrazioni locali possono esercitare un importante e positivo impatto sulle loro comunità e la Città di Sydney lo ha dimostrato. Grazie alle nostre pluripremiate infrastrutture, alla protezione delle aree verdi, alla promozione delle eccellenze del design, alla costruzione di aree pedonali e piste ciclabili, alla difesa della sostenibilità, alla promozione della creatività e all’ideazione di soluzioni all’avanguardia ai problemi che tutte le città globali devono affrontare, abbiamo costruito un’impeccabile reputazione internazionale.

La crisi del sistema dei partiti è stata molto probabilmente l’origine del diffuso sentimento anti-politico globale. Eppure questo distacco tra cittadini e la politica sembra essere molto meno forte quando si parla del Sindaco. È un’affermazione con la quale si trova d’accordo?

I leader politici in tutto il mondo non sono stati in grado di rispondere alle aspettative dei loro elettori sulla questione fondamentale del nostro tempo: il cambiamento climatico. Qui in Australia, questo è vero per i governi statali e federali che si sono susseguiti nel corso degli anni, i quali non sono stati capaci di adottare misure efficaci nonostante vi siano prove inconfutabili dell’esistenza del fenomeno. Nel 2007, quando abbiamo tenuto una consultazione con la nostra comunità sul nostro piano di lungo periodo Sustainable Sydney 2030, la quasi totalità di cittadini e imprese ci ha chiesto di agire sul cambiamento climatico. Abbiamo quindi adottato misure e strategie concrete per ridurre le emissioni, i rifiuti e in generale l’impatto sull’ambiente. Ora siamo riconosciuti come città leader a livello internazionale nella lotta al cambiamento climatico. La Città di Sydney ha dimostrato che un buon rapporto tra cittadini e governo deve fondarsi su un autentico coinvolgimento della comunità e su politiche pubbliche progressiste, basate sui fatti e sviluppate tenendo conto delle priorità e delle preoccupazioni della comunità.

Lord Sindaco di Sydney dal 2004, ha ricoperto questo ruolo per il periodo più lungo dalla fondazione della Città di Sydney nel 1842. È stata anche parlamentare. Una politica a tutto tondo, insomma. Esiste una ricetta per un tale successo che le farebbe piacere condividere con noi?

Sono fiera di essere la donna e l’indipendente con più anni di presenza nel Parlamento del Nuovo Galles del Sud, nonché il Lord Sindaco di Sydney con il mandato più lungo e la prima donna eletta a ricoprire questo ruolo. Non avevo pianificato di diventare un politico. All’inizio ero semplicemente una giovane madre appena tornata da Londra convinta che i parchi nel centro di Sydney avrebbero dovuto essere qualcosa di più che polverosi deserti di cemento recintati!
Un consigliere locale mi aveva detto che non si poteva mettere del prato, perché sarebbe stato troppo difficile raccogliere i vetri rotti. Formai quindi un comitato locale per la cura dei parchi ed altre questioni sul territorio, in particolare l’inaccettabile traffico nelle aree residenziali. Poi arrivarono le elezioni del 1980. Non riuscii a trovare nessuno che si volesse candidare, ho quindi pensato che toccasse a me – e con grande sorpresa di tutti, fui eletta! Ogni volta che sono stata candidata per rappresentare un nuovo collegio, i miei voti sono aumentati. Per oltre otto anni, dal marzo 2004 al settembre 2012, sono stata eletta nel duplice ruolo di deputata nel Parlamento dello Stato e di Sindaco di Sydney finché non è stata approvata una legge che vieta di ricoprire contemporaneamente queste cariche. Rappresento l’unico caso di politico eletto in Australia che è stato obbligato ad abbandonare una carica a causa di leggi ad hoc. In una democrazia questa è una decisione che spetta agli elettori, non certo ai partiti. Posta di fronte ad una scelta, sei anni fa ho deciso di mantenere la carica di Sindaco.
Non ho una ricetta precisa per il successo, ma voglio rivolgere un incoraggiamento a tutti coloro che hanno a cuore la propria comunità e il futuro del loro quartiere a prendere l’iniziativa e candidarsi. Se la loro azione sarà improntata all’integrità, al rapporto con i cittadini, al duro lavoro, al rispetto degli impegni e all’ottenimento di risultati, allora verranno sostenuti ed eletti! Saranno capaci di difendere la cosa pubblica, le aree verdi e il patrimonio culturale, ma anche di lavorare per pari diritti e opportunità per tutti.
Trovo che la nuova generazione di leader che hanno a cuore il clima debba essere una fonte di ispirazione per tutti: studenti troppo giovani per votare, ma che sanno farsi valere dinanzi ai loro rispettivi governi ed esigono risposte concrete al riscaldamento globale che avanza sempre più rapidamente. Il mio auspicio è che la classe politica cominci a prestare ascolto…

Quali sono le sfide principali che, da Sindaco di Sydney, deve affrontare e come le ha gestite finora?

La sfida fondamentale per la Città di Sydney è convincere lo Stato del Nuovo Galles del Sud e il Governo australiano ad agire sul fronte del cambiamento climatico. L’Australia sarà fra i paesi che patiranno maggiormente gli effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento globale nei prossimi decenni.
Siamo testimoni in prima persona della realtà del cambiamento climatico in Australia, anche tramite le immagini che scorrono in TV quotidianamente, con milioni di pesci morti nei nostri fiumi, siccità devastanti nel Nuovo Galles del Sud, lo sbiancamento di quel patrimonio dell’umanità che è la Grande Barriera Corallina, le alluvioni nel Queensland e i devastanti incendi nelle antiche foreste della Tasmania.
Però poi abbiamo un governo federale che ha approvato la costruzione della miniera di carbone di Carmichael nel Queensland gestita dalla Adani; un governo federale che nel 2013 ha eliminato la tassa sulle emissioni di CO2 che stava dando buoni risultati; un governo federale che ha cancellato gli obiettivi per le energie rinnovabili e ha abolito l’Autorità Indipendente per il Cambiamento Climatico! E nel Nuovo Galles del Sud, il governo locale ha aumentato il disboscamento dell’800%, ha approvato un’espansione di una miniera di carbone che potrebbe compromettere l’approvvigionamento idrico di Sydney e sta costruendo WestConnex, un’autostrada a pedaggio, prevalentemente sotterranea, che congestionerà i quartieri, peggiorerà la qualità dell’aria e causerà un aumento delle emissioni.
Nel frattempo, da 12 anni noi invece conduciamo con determinazione una lotta per combattere il fenomeno, e i risultati sono straordinari.
Dal 2007, tutti i servizi della Città di Sydney sono ad emissioni zero e siamo stati la prima città australiana ad installare su larga scala lampioni LED a basso consumo energetico nell’ambito di un progetto da $7 milioni. Abbiamo sostituito 6.000 lampioni su strade e in parchi, riducendo le emissioni di oltre 2.000 tonnellate all’anno e risparmiando quasi $800.000 all’anno in costi di elettricità e manutenzione.
Dal 2006 la nostra economia è cresciuta del 37%, e se avessimo lasciato tutto come prima, le emissioni di gas serra sarebbero aumentate del 50%. Invece, abbiamo ridotto le emissioni dei servizi del Comune del 25% e della città nel suo complesso del 20%. Abbiamo installato 4.261 pannelli solari su 38 degli edifici comunali, fra i programmi di questo tipo più ambiziosi d’Australia. Inoltre, abbiamo costruito fra i più grandi impianti urbani di raccolta, recupero e riutilizzo dell’acqua piovana in tutta l’Australia, raccogliendo centinaia di migliaia di litri di acqua piovana ogni giorno che viene impiegata per lavare vestiti, tirare lo sciacquone e annaffiare parchi e giardini. Siamo anche orgogliosi del nostro lavoro con proprietari e residenti in condomini, affittuari degli uffici e con il settore alberghiero e dell’intrattenimento: fondamentali partner del mondo delle aziende e della società civile con i quali collaboriamo per ridurre emissioni, rifiuti e il consumo di acqua.

Marco Sonsini

Editoriale

CLIMA, clima, clima e ancora clima. Una donna X il clima. Ecco la descrizione che meglio si calza a Clover Moore, la Lord Sindaca di Sydney. Una politica che ha iniziato la sua battaglia in difesa del clima quando forse nemmeno i genitori di Greta o Howey Ou, l’unica ragazzina cinese che partecipa allo sciopero per il clima, erano nati. Una pioniera della politica dal basso, che è riuscita a scavalcare, anzi bypassare i grandi partiti politici e la loro visione del mondo. Come? Attraverso il suo impegno attivo con la comunità, a livello personale, l’ascolto attento degli elettori, e lavorando con integrità per rappresentare gli interessi della comunità nell’amministrazione, ha costruito forti alleanze politiche per realizzare importanti riforme progressiste. Beh, direte, questa è la politica contemporanea, una politica che si avvicina al singolo elettore, anche attraverso i social. Forse sì, ma la Moore ha iniziato a lavorare così nel 1980. Tutti, anche gli avversari politici più acerrimi, la descrivono come "sempre vicina alla comunità che rappresenta, della quale continua a far parte, fieramente indipendente, fortemente motivata, e appassionata di Sydney e del potenziale che la città può ancora esprimere". La visione politica della Moore non è stata solo quella della politica dal basso, ma anche l'avere individuato nella questione climatica ‘la’ questione politica fondamentale a livello globale sin dai suoi primi passi nelle istituzioni. Impegno che è culminato lo scorso 24 giugno, con l’approvazione di una mozione in Consiglio comunale dove si dichiarava lo stato di emergenza climatica e ambientale poiché l’aumento delle temperature globali "rappresenta un serio rischio per la popolazione di Sydney", e bisogna quindi mettere i cambiamenti climatici al centro delle decisioni politiche e di pianificazione. La città di Sydney ha fissato l’obiettivo di ridurre le sue emissioni del 70% entro il 2030, e di raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050. Per l’Australia, dice nell’intervista a PRIMOPIANOSCALAc la Lord Mayor, affrontare immediatamente il riscaldamento globale è una necessità. Il Paese, lo scorso gennaio, ha infatti dovuto far fronte a temperature straordinariamente alte, fino a sedici gradi sopra la media. Gli abitanti di Marble Bar, nel nord-ovest del paese, hanno dovuto sopportare temperature sopra i 40 gradi per 22 giorni di fila, con picchi di 50 gradi, mentre a Noona, nel sud-est, la temperatura notturna di 35,9 gradi è stata la minima più alta mai registrata. Nonostante il clima diventi sempre più torrido e l’Australia sia tra i firmatari dell’Accordo di Parigi, le emissioni di gas serra australiane sono aumentate negli ultimi quattro anni. "Questa emergenza riguarda le nostre comunità, e il suo impatto è sentito da tutti noi, in particolare dai più poveri tra noi, i vulnerabili, gli emarginati e coloro che vivono in comunità remote", sostiene la Moore. La mozione chiede al governo federale di rispondere con urgenza all’emergenza climatica ripristinando la tassa sulle emissioni di CO2 e istituendo una "Just transition authority", il cui ruolo sarebbe quello di garantire che gli australiani che lavorano nelle industrie legate ai combustibili fossili possano trovare un impiego alternativo il prima possibile. La meravigliosa natura australiana è quindi a rischio, compresa la Grande Barriera Corallina. E proprio per la sua posizione sull’oceano abbiamo deciso di dedicare alla città di Sydney una copertina estiva (per noi) con rappresentato uno degli sport simbolo dell’Australia, il surf. La cultura surf ha influenzato l’arte, la musica e la moda diventando un vero e proprio stile di vita. Soprattutto a Sidney, come ci confermerebbe Russell Crowe, autore della frase della copertina di luglio, che da juke box immaginario, promette di parlare tutta la notte della sua città, anche per soli 20 centesimi.

Mariella Palazzolo

Clover Moore

Clover Moore è il Sindaco di Sydney dal 2004. La prima donna eletta Sindaco di Sydney e in prima fila per le politiche progressiste. Un’attivista instancabile e di grande successo, che raccoglie sempre più consensi nella sua città. Clover Moore è stata consigliere del South Sydney City Council dal 1980-81 e consigliere del Consiglio della Città di Sydney nel 1981-87. È stata anche eletta come indipendente all'Assemblea Legislativa del New South Wales nel 1988, 1991, 1995, 1999, 2003 e nel 2007. Ha lasciato questo incarico nel 2012, dopo la sua rielezione a Sindaca di Sydney. Moore è stata costretta a dimettersi da deputato, a causa di una legge - etichettata nei media come la legge "Get Clover" (Becca la Clover) che impedisce la doppia appartenenza al Parlamento e ai consigli locali. Le sue dimissioni hanno portato ad una elezione suppletiva di Sydney il 27 ottobre 2012, per la quale ha appoggiato il candidato indipendente Alex Greenwich, che ha vinto in modo schiacciante.
Clover Moore è nata a Sydney, una delle tre figlie di Kathleen e Francis Collins. Ha studiato al Loreto College, Kirribilli e Elm Court Dominican Convent, Moss Vale. Si è iscritta all'Università di Sydney, dove studia arte (B.A. Dip.Ed.) e ha vissuto al Sancta Sophia College. Dopo la laurea ha iniziato a lavorare come insegnante di inglese e storia alla Fort Street High School. Poi ha vissuto e insegnato a Londra e in Europa per diversi anni.
I Moore sono tornati in Australia nel 1975. Clover ha sposato l’architetto Peter Moore nel 1972 e con lui ha avuto due figli, Sophie e Tom. Quando è stata ufficialmente nominata Sindaca di Sydney nel 2004, Peter, suo marito da 32 anni, ha detto che si sarebbe preparato a rivestire il ruolo di moglie del sindaco: "Sono abituato ad essere la borsetta di Clover", ha scherzato l'architetto in pensione.

Marco Sonsini